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Le ville lucchesi, itinerario da non perdere.

ilaria del carretto Lucca

LE VILLE LUCCHESI: VILLA REALE
Le origini della Villa Reale di Marlia sono molto antiche: interamente ricostruita nel secolo XVII insieme al giardi­no e all'adiacente Palazzina dell'Orologio. fu dimora dei Duchi di Tuscia, poi passò alla famiglia Avvocati, quindi ai Buonvisi. Nel 1651 la famiglia Orsetti provvide a ristrutturarla. Nel 1811 Elisa Baciocchi ne mutò l'aspetto rifacendone l'interno, con una nuova distribuzione delle stanze.

Il bellissimo giardino, di fronte la villa,  fu ampliato note­volmente, rispettarono le parti secentesche, di notevole valore: lo splendido giardino di limoni, il viale delle camelie, la scenografica vasca col teatro d'acqua alle spalle della villa, il singolare teatro di verdura.

Con la caduta di Napoleone, la villa passò ai Borboni, poi al Granduchi di Toscana e, dopo l'Unificazione del Regno d'Italia, a Vittorio Emanuele II, che la cedette al principe Carlo di Savoia, diseredato dopo aver sposato la borghese bri­tannica Penelope Smith.

Alla loro morte la villa passò al figlio, conosciuto come "principe matto" per il comportamento stravagante. Nel 1918, la villa passò a un gruppo di acquirenti locali, che dovettero vendere molti mobili, suppellettili e il legname degli alberi secolari.
Poco tempo dopo una famiglia dell'alta aristocrazia romana, i Pecci-Blunt, acqui­stò la villa (ne è tuttora proprietaria), provvedendo alla completa restaurazione del giardino, che era andato del tutto distrutto.

LE VILLE LUCCHESI: VILLA MANSI
Villa Mansi, una delle più scenografiche di tutto il territorio lucchese, si trova nella zona di Segromigno in Monte, a circa 10 km da Lucca, nel comune di Capannori. E' una delle residenze signorili di campagna che meglio rappresenta­no la cultura e la società dell'antica Repubblica di Lucca.
I Mansi erano ricchi mercanti di seta, già molto conosciuti nell'Europa del '500. La villa, per la grazia dei giardini e l'eleganza dell'architettura, ospitò spesso sovra­ni e ambasciatori da vari paesi d'Europa, invitati dalla Repubblica di Lucca. L'edificio originale risale alla seconda metà del '500, e fu poi trasformato verso il 1634/1635 dall'architetto Muzio Oddi di Urbino. Sotto i Mansi la facciata fu ricostruita da Giusti, un architetto locale, mentre il progetto per la trasformazio­ne dei giardini fu affidato a Filippo Juvarra, autore dei sistemi idrici e della tri­partizione del giardino stesso.
Gli affreschi e i quadri che decorano l'interno del salone centrale sono opera di Stefano Tofanelli, un pittore neo-classico assai apprezzato da Elisa Baciocchi.

LE VILLE LUCCHESI: VILLA BERNARDINI
Villa Bernardini fu costruita tra il 1600 e il 1615 dall'aristocratico lucchese Bernardino Bernardini e rappresenta un tipico esempio di architettura tardo -rinascimentale. La struttura, molto semplice, si sviluppa su due piani, più soffitta e seminterrato. All'interno, le numerose stanze sono arredate con mobili e sup­pellettili originali di varie epoche, creando un'atmosfera suggestiva. Sul lato fron­tale della villa, il giardino di stampo ottocentesco presenta piante antiche, tra cui due sequoie della metà del 1800.

Di lato un altro giardino, inizialmente destinato alla coltivazione delle piante offi­cinali e di fiori, fu trasformato alla metà del 1700  in "giardino segreto". La limonaia possiede piante secolari e una vasca in marmo di Carrara in stile Impero. Dietro la villa, il famoso " Teatro di Verzura", risalente alla seconda metà del 1700, è realizzato su tre piani con cortine a semicerchio.

LE VILLE LUCCHESI: VILLA GRABAU
Villa Grabau fu costruita nel 1500 sulle ceneri di un borgo medievale; dista circa 200 metri dalla Villa Reale e rappresenta un esempio di architettura neoclassica. Inizialmente appartenne ai Diodati, una importante famiglia di mercanti lucche­si, poi fu proprietà degli Orsetti, quindi dei marchesi Cittadella. Nel 1868 passò alla famiglia Grabau di Amburgo, i cui eredi vivono ancora nella villa. Il bellissi­mo parco, esteso per oltre nove ettari, si suddivide in più zone: il "Teatro di Verzura", che in estate accoglie importanti concerti e rappresentazioni; il "Giardino all'Inglese", composto da piccoli boschetti; un "Giardino all'Italiana", circondato da grandi lecci ed alte siepi, adornato da molte statue in marmo. Una grande limonaia, risalente al 1700, nel periodo invernale ospita le oltre 100 conche in terracotta contenenti agrumi centenari, nella bella stagione disposti nel Giardino all'Italiana. Al centro, le due fontane con maschere in bronzo risalgono al XVII secolo.
Gli stupendi saloni all'interno, ricchi di arredi originali, preziosi affreschi, dipinti e mobili di gran pregio, creano una suggestiva atmosfera.

LE VILLE LUCCHESI: VILLA OLIVA
Villa Oliva fu eretta intorno al 1500, su progetto di Matteo Civitali, da Lodovico Buonvisi. Nel 1600 il Cardinale Francesco Buonvisi vi organizzò un importante Concistoro, alla presenza di Papa Alessandro VII Chigi Della Rovere. All'inizio del 1800 la villa passò ai Montecatini, poi ai Poniatowski, ai Paolozzi, infine fu Acquistata dalla famiglia Oliva che provvide alla ristrutturazione sia dell'edificio che del parco, di oltre cinque ettari, ricco di piante rare.
Il cancello dell'ingresso principale, ricco di decorazioni, immette nel grande viale di cipressi; lungo il percorso che conduce alla villa, si incontra la vasca detta "delle Cascatelle" , con statue in cotto e bassorilievi. Sempre ad arricchire il parco, altre due fontane: quella delle Sirene e quella dell' Abbandono. Una grande limonaia, circondata da lecci, e un complesso di scuderie che fu dei Buonvisi completano, in una interessante forma architettonica, il paesaggio intorno alla villa.

LE VILLE LUCCHESI: VILLA TORRIGIANI
La Villa Torrigiani, ottimo esempio di architettura barocca in Toscana, fu costruita nella seconda metà del 1500 dai Buonvisi, una importante famiglia che vi abitò fino alla prima metà del 1600, quando venne acquistata dal marchese Nicolao Santini, ambasciatore della Repubblica di Lucca, che la ampliò e la tra­sformo completamente. La villa divenne così più ricca e fu circondata da bellis­simi giardini con grandi vasche. Superbo è il cancello di ingresso al giardino, posto al termine di un viale di settecento metri, fiancheggiato da due file di altissimi cipressi.
Nel XIX secolo il parco ha subito altre modifiche, è stato arricchito di piante rare, provenienti da varie parti del mondo, ma la struttura settecentesca è rimasta intat­ta, con le due vasche mistilinee e la simmetrica disposizione laterale degli arbu­sti. Nella parte di parco a destra della villa sono dislocati la grande peschiera, il segreto "Giardino di Flora", e il bellissimo Ninfeo, arricchito da giochi d'acqua. All'interno della villa sono conservati gli affreschi di Pietro Scorzini.

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