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La cattedrale di San Martino e le opere di Lucca.

ilaria del carretto Lucca

Alla scoperta di Ilaria del Carretto e il Volto Sacro
LA CATTEDRALE DI S. MARTINO
La chiesa intitolata a S. Martino, non fu cattedrale fin dall'origine ma ottenne questo privilegio dalla vicina SS. Giovanni e Reparata nell'VHI secolo.

Edificata nel V o VI secolo, fu ricostruita ed ampliata nel 1070 dal vescovo Anselmo da Baggio, divenuto Papa Alessandro II, che provvide alla sua consacra­zione. Di questo secondo edificio però rimangono pochi resti architettonici.
LA FACCIATA
La facciata costituisce la parte più antica, la sola autenticamente romanica; essa si apre in basso in un portico a tre archi disuguali, il più piccolo dei quali è appog­giato al campanile, massiccio e non molto alto, forse preesistente. A metà del seco­lo XIII le arcate del portico erano compiute; queste poggiano su forti pilastri decorati con bassorilievi, trecce e fregi, opera di artisti lombardi della metà del XII secolo. La parte superiore della facciata fu terminata più tardi: rimasta interrotta alla terza loggetta, venne completata nel 1024 da Guidetto da Como, che si dis­costò stilisticamente da quello schema pisano che aveva influenzato i maestri precedenti. Nel 1233 iniziarono i lavo­ri dell'atrio, costituito da sette arcate cieche con zoccolo, in cui si inseriscono i tre portali della facciata, del 1479, opera di intaglio ligneo dovuta a Masseo Civitali e a suo suocero Jacopo da Villa.

La porta di destra
La porta di destra, chiamata "S.Regolo", conduce all'omonimo alta­re nella testata della navata destra; il Santo è raffigurato nella lunetta (Martirio) e nell'architrave (Disputa con i Goti ariani). A destra della porta, un bel medaglione romano con profilo di imperatore del VI secolo. La porta centrale
Nella lunetta della porta centrale è raffigurato Cristo ascendente tra due angeli; nell'architrave, gli Apostoli e Maria che assistono all'Ascensione. A destra della porta, il medaglione con profilo dell'umanista Pietro d'Avenza è opera attribuita a Matteo Civitali. A destra e a sinistra della porta, le Storie di S. Martino in 4 for­melle, bassorilievi romanici, e la rappresentazione dei Mesi.

La porta di sinistra
La porta di sinistra è detta "S. Croce" e conduce, lungo la navata sinistra, al tempietto del Volto Santo. Nella lunetta, Deposizione; nell'architrave, l'Annunciazione, la Natività e l'Adorazione dei Magi.
Sul mezzo pilastro di destra accostato al campanile è inciso il labirinto, elemento rintraccia­bile anche in altre chiese romaniche italiane: la tradizione vuole che la soluzione venisse affidata ai penitenti.

L'INTERNO
L'interno della chiesa fu interamente ricostruito in stile gotico dal 1372 alla fine del secolo XV. Le acquasantiere, pres­so i due primi pilastri, sono opera di Matteo Civitali (1498). Al primo altare della navata destra, la Natività di Domenico Passignano è opera del 1594.
Al secondo  altare l'Adorazione dei Magi di Federico Zuccari, del 1593.
Al terzo, un dipinto del Tintoretto, “L’ultima cena", realizzato nel 1590 appositamente per questo altare. Al quarto, un'altra opera del Passignano, la Crocifissione, del 1598. Al quinto, un affresco staccato rappresenta una Madonna con Bambino, opera in pessimo stato di conservazione, di pittore toscano del secolo XIII.

Ilaria del Carretto
Poco oltre, in sacrestia, troviamo il monumento funebre dedicato a Ilaria del Carretto.
Ilaria del Carretto, seconda moglie di Paolo Guinigi, morì nel 1405 a soli 29 anni.
L'opera, considerata uno dei più bei monumenti sepolcrali italiani, riesce ad armonizzare il gusto gotico francese   con   quello   rinascimentale toscano.

Il Volto Santo
Al centro della navata sorge la cappella che custodisce il Crocifisso ligneo noto como "Volto Santo".
Opera di Matteo Civitali datata 1484, la leggenda vuole che esso sia stato scolpito in un edro del Libano da Nicodemo, aiutato dagli angeli nel modellare le sembianze del Cristo. Tenuto nascosto per secoli finché, fu poi posto su una barca e affidato al mare aperto, veleggiò miracolosamente per il Mediterraneo, approdan­do davanti al lido di Luni, dopo essere sfuggito ai pirati. Venne posto su un carro trainato da gio­venchi, che liberamente si diressero verso Lucca, conducendo la Santa Croce alle porte della città, da cui non è più uscita.

In origine il Crocifisso era in legno policromato, ma l'annerimento dovuto al
fumo delle candele e all'incenso, hanno dato alla figura una patina molto scura.
Ogni anno, nei giorni 3 Maggio, 13 e 14 Settembre, in occasione delle feste reli-
giose cittadine, il Volto Santo viene rivestito di preziosi ornamenti d'oro conser-
vati nel Museo della Cattedrale.

CURIOSITA: Il volto Sacro nella Divina Commedia
L'episodio Dantesco
II Volto Santo era già assai noto al tempo di Dante, che la rammenta nel Canto
XXI dell'Inferno.
Il personaggio lucchese definito "l'Anzian di Santa Zita" si trova nell'VIII cerchio,
5° Bolgia, che raccoglie i barattieri.
All'interno della boglia ribolle per prodigio divino una pece entro cui sono tuffa-
ti i peccatori.
Il "dannato di Lucca", completamente immerso, ogni qualvolta torna a galla viene
afferrato e straziato dagli uncini dei diavoli, che così lo scherniscono:

". . . qui non ha loco il Santo Volto!
Qui si nuota altrimenti che nel Serchio!
Però, se tu non vuo' di nostri graffi,
non far sovra la pegola soverchio".

(dove "pegola" sta per "pece").

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